Contributo dal vicariato di Scandicci

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sara
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Contributo dal vicariato di Scandicci

Messaggio da sara » ven nov 24, 2017 9:35 pm

Nel mese di novembre ci siamo incontrati tra animatori per cercare di coinvolgere le parrocchie del vicariato e avviare, come dice il Papa, dei "processi". Ci siamo incontrati alla parrocchia della Pieve a Settimo. Abbiamo intanto preso contatti con alcune parrocchie per poter creare dei ponti tra esse. Anche tra parrocchie esiste la periferia.. Abbiamo trovato anche delle difficoltà nel trovare disponibilità a questo tipo di incontri del cammino sinodale.. ma non ci siamo scoraggiati! Sono stati avviati infatti intanto nella parrocchia di Santa Maria con la collaborazione del parroco inizialmente una settimana di incontri in cui coinvolgere nello stile sinodale, i genitori del catechismo: da martedì 7/11 a venerdì 10/11 abbiamo incontrato a seconda dell'anno di appartenenza (comunione , cresima..)i genitori, attraverso la visione del video e alcune domande tratte dall'esortazione ai cap.65-66-67 che sono state condivise attraverso la riflessione nei tavoli. Eravamo due animatori, uno della parrocchia che faceva l’incontro e l’altra di S.Bartolomeo in Tuto, ci siamo presentati e abbiamo spiegato l’importanza del Cammino sinodale, ed anche il parroco è intervenuto. Ci siamo divisi dopo il video in tre tavoli con tre domande una per ogni tavolo: 1)La Chiesa, partendo dal Vangelo, insegna ed aiuta le famiglie a riconoscere l’altro, a sanare le ferite, a costruire ponti, a stringere relazioni ad ad aiutarci “a portare i pesi gli uni degli altri”?2) Come la Chiesa piò aiutare gli sposi a superare l’emotività e le necessità contingenti della coppia e fare in modo che l’impegno assunto dagli sposi consenta loro di entrare in una comunione di vita totale, anche con la comunità circostante? 3) come può la Chiesa aiutare a superare l’individualismo e favorire uno stile di vita che consenta lo sviluppo e la stabilità dei legami tra le persone e fortifichi i vincoli familiari? E' stato molto interessante vedere come i genitori hanno un grande bisogno di condividere, parlare. Sono stati fatti 3 gruppi di circa 6/7 persone. La cosa che emerge è che la Chiesa(chiesa locale, parrocchia)mette già a disposizione delle coppie e delle famiglie delle occasioni, degli strumenti o stimoli ma è difficile entrare dentro le realtà parrocchiali, poiché c'è uno spazio intimo/personale che la persona fa fatica a mettere in gioco, a farsi aiutare laddove c'è un bisogno e d'altra parte non di rado si avverte che la comunità parrocchiale sia giudicante e non aperta al nuovo arrivato. Quindi la necessità di una chiesa accogliente a partire da noi da chi la vive, ma anche gioiosa, allegra. Manca una comunità in cui poter condividere, sia per i bambini che i genitori. Per superare l’individualismo incontri di questo tipo venivano riferito che sono uno stimolo, un’occasione, come anche i sacerdoti che escono dalle parrocchie e vanno a trovare le persone. Un ostacolo a uscire sono il tempo e il lavoro che ci chiudono sempre più, una volta tornati a casa, nelle nostre abitazioni. Condividere è un buon passo contro l’individualismo come nell’incontro svolto.Per quanto riguarda “portare i pesi gli uni degli altri” è stato riferito che oggi si ha paura dell’estraneo, non si ha tempo, e per costruire “ponti” occorre uscire dal proprio individualismo, ci può essere già l’opportunità da parte della Chiesa ma il singolo non la accoglie. Abbiamo notato la differenza nei gruppi rispetto alla prima sera in cui non abbiamo fatto i tavoli e la comunicazione (persona che relaziona e platea) si prestava a delle interferenze, a meno coinvolgimento per paura di dire la propria oppure l’occupazione della “scena” sottolineando il negativo della realtà sociale odierna. I vantaggi comunicativi della divisione in tavoli sono evidenti, ne abbiamo fatto esperienza. È stato scritto che già salutarsi nel gruppo e dire il proprio nome ( era stato premesso prima di iniziare i tavoli) è un passo contro l’individualismo. Non ho riportato tutte le risposte dei gruppi, ma sarebbe interessante poi andare più a fondo.
Il 16 novembre abbiamo coinvolto tre parrocchie: Santa Maria ,San Martino alla Palma (partecipazione attiva del parroco) e San Bartolomeo in Tuto (partecipazione attiva del parroco ) per condividere il cammino sinodale con i catechisti (alcuni… la presenza purtroppo non è stata consistente.. ma noi intanto avviamo processi). La modalità è stata la stessa e l’obiettivo era anche mescolarsi come ci invita a fare il Papa, quindi gruppi misti con provenienza dalle tre parrocchie. I brani tratti dall’esortazione erano: 77-79-80-81-86-87 . le domande erano 1)Gli operatori pastorali hanno luoghi e spazi per motivare e risanare la loro fede, condividere la propria vita, fare esperienza di incontro, di fraternità e in cui mescolarsi? Come crearli o svilupparli? 2)come possiamo riuscire a vivere la nostra gioia missionaria? 3)negli operatori pastorali si sviluppa un relativismo che consiste nell’agire come se Dio non esistesse e come se l’altro non esistesse. Come facciamo a trasformarci in persone-anfore per dare da bere agli altri? È stato un tempo prezioso per incontrarci tra parrocchie perché spesso non condividiamo le nostre attività pastorali. Dalle risposte riportate è venuto fuori che un’occasione di incontro e luogo per condividere l’esperienza di fede può essere la realtà specifica di un movimento o esperienza all’interno delle parrocchie, oppure il consiglio pastorale vicariale. Per vivere la gioia missionaria occorre credere e riconoscere il dono ricevuto. Spesso siamo preda delle lamentele in cui si vede solo il negativo e non si riconosce il positivo: la vita donata per la missione che ci è stata affidata, i frutti visibili dei passi che abbiamo fatto. Per quanto riguarda il relativismo che viviamo occorre coraggio per affrontarlo negli ambiti che viviamo: scuola, famiglia. Sì spesso ci vergognamo e ci appoggiamo a cose futili. Una soluzione è fare gruppo, insieme e non da soli affrontare ciò che viviamo e non smettere di credere.Dio vede e chiama e guida chiunque, ci vuole tempo.
Il 18 dicembre abbiamo incontrato alla parrocchia di san Martino alla palma i genitori del catechismo. Ci sono stati delle discordanze sul tempo che avevamo quindi alcuni genitori, per mancanza di tempo, sono andati via dopo il video. È stato uno spaccato interessante rispetto al tempo, questa realtà che ci fa correre, che ci rende propensi a guardare il "nostro" perché appunto non abbiamo "tempo" per gli altri. È venuto fuori che è importante relazionarsi con l'altro che incontriamo ogni giorno, nel quotidiano, anche con un semplice saluto e di fronte allindifferenza e all'individualismo non mollare il desiderio di creare relazione.E con questo incontro anche se non è stato possibile fare i tavoli, abbiamo comunque raccolto dagli interventi fatti sulle tre domande sulla famiglia che avevamo già dato negli altri incontri, un desiderio di andare oltre il tempo che non basta, e quindi incontrarci fissando un momento che si concili con i tempi della famiglia e del lavoro..( alcuni genitori dovevano andare a lavoro). È emerso anche "verso dove camminiamo?" rispetto alla nostra presentazione sul cammino sinodale. Una coppia ha riportato la necessità per le coppie di stabilità riferendo in breve la loro esperienza di coppia da 40 anni. La testimonianza può essere un valido aiuto per le coppie in risposta alla domanda sul sostegno alla famiglia. Cè stato un bel dialogo, uno scambio, a partire dal nome di ognuno che interveniva e la voglia di rincontrarsi perché questo confronto era stato interessante.
Continueremo sia presso il Centro la Meridiana a Scandicci questo fine settimana, che nella parrocchia di Casellina il prossimo 3 dicembre, dove il parroco ha proposto un itinerario sinodale per tutto l’anno pastorale, vedremo come realizzare gli incontri. Anche presso la parrocchia di san Bartolomeo (sede già qualche mese fa prima dell’estate di un incontro sinodale) promuoveremo alcuni incontri. A breve contatteremo le parrocchie di Pieve a settimo, Badia a settimo e san colombano. Piccoli passi e avvio di processi… poi il Signore farà..
Sara

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